News

LETTERA APERTA E CONVEGNO SULLA LEGALITA'

Con questa lettera le Acli Provinciali di Pisa vogliono aprire un dibattito sul tema della Legalità che possa nel tempo allargarsi e costituire, con il contributo di tutti, materiale di informazione, di dibattito, riflessione e studio.

Proveremo ad accompagnare questa lettera con seminari, incontri, articoli e provocazioni, di modo che possa emergere quella che noi vediamo come un’emergenza sociale che necessita di una forte risposta, anche attraverso una reazione culturale che contrasti il diffuso senso di illegalità.

“La legalità violata” sarà il titolo del convegno organizzato dalle ACLI pisane per il prossimo 8 Novembre, che vedrà coinvolti, tra gli altri, il Presidente nazionale delle Acli, il Procuratore capo di Palermo e il vice Presidente della Regione Toscana con delega alla legalità. Legalità violata e intaccata da un clima diffuso nel Paese di grande incertezza; legalità violata e minacciata dal senso generale di sfiducia nel sistema economico, nelle risposte della comunità ai grandi problemi della sicurezza, del lavoro, dell'integrazione... legalità violata e mortificata da un crescente pessimismo verso il prossimo.

Nella nostra riflessione siamo stati aiutati dai dati prodotti dall'indagine sulle politiche economiche e sociali dell'Eurispes nel rapporto Italia 2008; e da un'indagine dell'Iref, istituto di ricerche statistiche delle Acli, sulla questione “Destra Sinistra dopo le ideologie: democrazia rappresentativa e democrazia d'opinione”, alle quali vi rimandiamo per la lettura dei dati. In entrambi i rapporti si parla di scenario cupo, di scempio quotidiano di diritti e di legalità, di enormi costi e tempi per la giustizia, si parla apertamente di giustizia ridotta a campo di battaglia per consumare vendette o scontri politici; di una giustizia lenta, per il continuo aumento delle cause, che per lentezza e alleggerimento della pena frustra la crescente domanda di legalità. I rapporti ci interrogano: perché passare con il semaforo rosso? Perché non pretendere lo scontrino alla cassa? Non solo per evitare pene pecuniarie, ma in modo particolare perché la legalità conviene, evita eventi dannosi per se e per gli altri. Si avverte un'assuefazione, quando invece certi fatti che dovrebbero lasciarci indignati scivolano via come fossero normali. Nel rapporto Eurispes si parla anche dell'economia parallela creata dalle mafie, che sta drogando il mercato soprattutto nel sud del paese, ma non solo. Non può essere taciuto, inoltre, che le modalità con cui vengono diffusi e trattati i grandi temi di oggi, come la sicurezza urbana e l’integrazione, generano solo paura, incrinando quella voglia di dialogo e di confronto che è posta a fondamento di tutte le democrazie. Si parla di legalità andando ad affrontare il tema delle morti bianche che ci sconvolge perché si parla non della qualità della vita ma della salvaguardia della vita stessa. Insomma la società viene vissuta come un “campo minato” pieno di paure, incognite. Tutto questo, che a nostro giudizio parte dalla legalità violata, genera  paura per il futuro e - come si evince dai rapporti - rende difficile fare progetti di vita.

Oggi non si può parlare di Legalità soltanto come fosse uno slogan o un principio assoluto, non dobbiamo porci di fronte al problema della legalità solo quando si parla della lotta alla mafia o alla corruzione dilagante che emerge dalla cronaca dei giornali. Vorremmo sottolineare che l’emergere delle piccole furberie quotidiane che minano continuamente il senso civico e la percezione del bene comune si spiega col fatto che la legalità non è più proposta come un modello culturale da seguire; la legalità è violata non solo da chi infrange apertamente la legge, ma soprattutto da chi non fa ciò che si dovrebbe fare, da chi approfitta del proprio turno o della propria posizione sociale, di chi si specializza nell'arte tutta italiana di eludere le leggi.

La nostra riflessione però non si deve fermare alla descrizione del peccato, ma c'è la necessità di una risposta culturale che ci aiuti a reagire: quali sono i valori in gioco? Quale può essere un atteggiamento che va verso il bene comune? Come riconciliarsi con il prossimo? Come invadere le nostre relazioni di buone prassi? Di rispetto reciproco? Di inclusione?

Tutto questo merita certamente una testimonianza forte, di controtendenza.

E' necessario che le istituzioni lavorino sulla diffusione del valore della legalità partendo dalla trasparenza e dall’efficienza; compito di chi guida le istituzioni è quello di non semplificare le risposte ai grandi problemi della convivenza civile solo per ottenerne un piccolo vantaggio elettorale, perché immediato; ma chiediamo che chi ha responsabilità abbia il coraggio e la lungimiranza per affrontare determinanti questioni con programmi all'altezza e senza farsi spaventare; chiediamo di ripartire dalla persona, e dai suoi bisogni nella prospettiva del bene comune.

Possiamo affrontare le grandi questioni di oggi anche senza forme repressive, ma agendo in modo da governare fenomeni sociali, come l'immigrazione, attraverso politiche di prevenzione, investendo in cultura, promuovendo la mediazione sociale per la risoluzione dei conflitti invece di attendere che questi arrivino ad ingolfare la macchina della giustizia ordinaria. E molto altro ancora.

Il compito delle associazioni, dei partiti, delle scuole è di formare e chiamare al servizio della “politica” persone che abbiano rigore morale e capacità.

Ma una reazione culturale ha successo solo se si propaga come un virus, ed è proprio nelle piccole azioni quotidiane che possiamo rilanciare il valore della legalità come un vantaggio per tutti, perché il rispetto del “semaforo rosso” delle regole può contaminare tutti. C'è la necessità di far emergere un senso civico della fraternità e il coraggio di amare questo mondo con tutte le sue storture, amarlo senza restarne travolti, senza assecondarne le derive e le storture.

“Tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei nostri pensieri.” gridava San Paolo ai Cristiani di Filippi: la sua voce risuona ancora oggi in ogni persona che lotta, che non lascia che sia, che spera in una società più giusta partendo dal mondo che lo circonda.




                                                                                                                                        Presidenza provinciale Acli di Pisa

 

acli pisa