Primo piano

"Diritti dei bambini, doveri dei genitori"

di Gianluca Pardini

Lo scorso 15 ottobre presso la sala parrocchiale Giovanni XXIII° in Piazza Matteotti a S. Croce sull’Arno si è tenuta la tavola Rotonda “Diritti dei bambini, doveri dei genitori”. Questo momento di riflessione nasce dalla volontà di organizzare un evento di richiamo per inaugurare la nuova sede zonale del Patronato Acli di Santa Croce. Con questo incontro le Acli Provinciali hanno voluto ribadire l’importanza di essere presenti sul territorio, non solo con i servizi che l’associazione propone, ma promuovendo iniziative e occasioni per riflettere sul quotidiano e la modernità.
E il territorio ha risposto massicciamente all’invito, sicuramente attratto dalla presenza di don Antonio Mazzi, ma oltre al citato fondatore di Exodus, erano presenti il  Vescovo di San Miniato, Mons. Fausto Tardelli, che nonostante gli impegni pastorali ha dato il benvenuto ai presenti, ribadendo come la sua Diocesi  sia aperta ad iniziative come questa e disponibile al dialogo con istituzioni e associazioni per la creazione di progetti concreti; inoltre hanno partecipato i medici pediatri dott. Valfredo Pellegrini della A.s.l. 11 di Empoli,  il prof. Antonio Paci dell’Università di Pisa, e il Vice presidente nazionale delle Acli, nonché presidente del Patronato Acli nazionale Dott. Michele Rizzi.
Obiettivo della tavola rotonda era approfondire come i diritti dei bambini, dalla salute al diritto al gioco, dalla nutrizione al diritto allo studio, siano unicamente esercitabili se, e solo se, i genitori e gli educatori in genere, esercitano i loro doveri. L’incontro è stato impostato per declinare queste tematiche sotto vari approcci: quello sanitario e delle conseguenze sul piano medico e psicologico nel bambino; quello socio-pedagogico, dal punto di vista sia del bambino che dell’educatore; e quello dell’impegno istituzionale, ovvero come istituzioni e associazioni possano impegnarsi per garantire un’infanzia serena, che prepari adulti responsabili.
Di questo e in particolare delle varie forme di  maltrattamento occulto hanno parlato il prof. Paci e il Dott. Pellegrini nei loro interventi. Ai bambini, soprattutto nel campo dello sport spesso sono richiesti livelli di performance e prestazioni che non rientrano nelle capacità psico-fisiche dell’età in questione, e spesso accade che  giovanissimi atleti vengano sottoposti a carichi di lavoro eccessivi. Queste condotte e rendimenti si presentano più come aspettative dei genitori che volontà dei bambini, e viene meno il senso che lo sport deve avere soprattutto in tenera età, ovvero un gioco con delle regole precise. Questo perché le aspirazioni dei figli sono quelle dei genitori, le capacità non sono quelle che realmente i figli hanno, ma quelle che i genitori vorrebbero per i loro figli, o nella maggior parte dei casi, avrebbero voluto per se stessi. E nella nostra società, carica di competizione, di distrazioni e a volte troppe opportunità, questi modelli spesso spostano il senso dell’agire provocando la rottura dei fragili equilibri psicologici dei bambini, inducendo, nei casi più gravi verso vere e proprie forme di devianza. Tra i fondamentali diritti per una crescita sana, il prof. Paci cita il diritto al gioco. Diritto al gioco, non al gioco “sportivo” come detto carico di competitività, ma al gioco libero e non organizzato, gestito dai bambini stessi come lo era diversi anni fa, quando al termine dello studio (dovere) ci si ritrovava in una piazza  per giocare (ovvero per esercitare un diritto). In questa ottica il dott. Pellegrini fa appello anche al sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi, presente in sala, affinché le istituzioni si facciano carico di garantire spazi pubblici destinato al gioco non organizzato.
Don Antonio Mazzi nel suo spumeggiante intervento sottolinea come la caratteristica fondamentale di un educatore sia l’ottimismo; genitori, insegnati, politici, ogni individuo è chiamato quotidianamente ad educare qualcun altro e deve sempre cercare un trasporto positivo che lo faccia affrontare con decisione le negatività e le difficoltà che s’incontrano. Ogni bambino che nasce, ogni adolescente che cresce “è potenzialmente positivo”, si tratta di trovare quell’aspetto della personalità, quel tratto del carattere che necessita la giusta considerazione e che faccia germogliare quanto di buono ognuno di noi può avere. Secondo aspetto fondamentale sottolineato da don Mazzi, è che un educatore “semina ovunque”, in qualsiasi contesto perché in ogni aspetto della quotidianità vi è occasione di esperienze e di crescita. E’ indispensabile educare insieme, soprattutto in famiglia: educare e far crescere la persona, nei suoi limiti e pregi, con la sua storia, i successi e le difficoltà. L’educazione  fondamentale  avviene soprattutto nei “non luoghi”, ovunque , anche per la strada.
Ognuno deve sentirsi chiamato ad un dovere civico e profondo di educare il prossimo e chi gli è accanto in qualsiasi occasioni. Fondamentale è poi l’educazione nell’adolescenza; da 0 a 11 anni, ci insegna don Mazzi, i bambini sperimentano delle “prove di nascita”, ma è nell’adolescenza che avviene la crescita vero e propria ed è proprio in questa fase che troppo spesso i genitori lasciano a sé l’educazione dei propri figli o la delegano ad altri. E indispensabile è insegnare il senso delle priorità: come usare la televisione, la discoteca, il lavoro e le relazioni? I genitori sono in questa fase degli “allenatori” che devono  insegnare ai propri figli dei metodi di giudizio su come utilizzare tutto ciò che la società mette a loro disposizione, insegnando primariamente che alla base vi sono delle priorità determinate da precisi schemi valoriali.
In conclusione Michele Rizzi evidenzia come l’inaugurazione di una sede zonale dell’associazione sia strettamente legato al tema di questo incontro, in quanto s’inaugura una “casa”, sede aperta non solo agli aclisti, ma a tutta la cittadinanza per usufruire dei servizi, ma per mettersi anche al servizio, per fare qualcosa di utile per gli altri e per le famiglie che in queste sedi si andranno ad incontrare. Famiglie che oggi vedono sempre con maggiori difficoltà le naturali affermazioni che il diritto, e la Costituzione in primis, riconosce. In particolare ci si rivolge alle famiglie numerose, che sono una controtendenza rispetto alla maggior parte dei nuclei familiari di “formazione moderna”; sfida e scelta che ha bisogno del sostegno e dell’aiuto non solo materiale delle istituzioni. Le famiglie costituite da madri sole, che in Italia sono più di due milioni e che in molti casi non hanno il sostegno dei padri. Ci si rivolge ai bambini di coppie non italiane, che saranno tra alcuni anni parte integrante del nostro paese cui bisogna garantire pari diritti e opportunità di quelli italiani.
Aggiunge Rizzi, che ci sono anche i “i bimbi non bimbi” che fanno cose non si addicono all’età che vivono e infine i cosiddetti “bambini mai nati” e non solo per colpa delle madri, se così si può dire, ma riferendosi  al problema tutto italiano della crescita zero che il  Presidente Ciampi  ha definito il problema delle “culle vuote”: problema che si prefigura come emergenza culturale per un paese che rischia così di non garantirsi futuro e identità; tutte queste tipologie di bambini e le loro famiglie saranno i più graditi interlocutori e utenti della nuova sede del Patronato.
Questo incontro che vedrà seguito all’interno delle Acli con la creazione del “Progetto Famiglia” e di uno sportello a questo dedicato, si inserisce in un percorso più vasto sul tema della legalità che la presidenza provinciale delle Acli porterà avanti nel suo mandato quadriennale, come lo sportello di Mediazione Sociale,  e come il convegno del prossimo 8 novembre che si terrà a Pisa presso l’Auditoruim G. Toniolo dell’Opera Primaziale dal titolo “Legalità violata: tra mafie e furberie quale risposta culturale?” cui parteciperanno tra gli altri, il presidente nazione delle Acli Andrea Olivero, e il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo.

 

file audio con registrazione del convegno



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