Anche quest’anno, il Patronato ACLI promuove “Diritti in piazza” mobilitando operatori, volontari e tecnici che il 28 e 29 settembre incontreranno i cittadini. Cosa significa, portare i “Diritti in piazza”?
L’iniziativa “Diritti in piazza” nasce nell’ottobre 2005 per rispondere alla forte domanda di informazione e confronto proveniente dai cittadini.
Allora si trattava della previdenza complementare, rispetto alla quale si consumava un dibattito tecnico- specialistico, pur trattandosi di una questione di grande rilevanza sociale che interpellava il futuro di milioni di persone e, contemporaneamente, le scelte di politica sociale ed economica, il piano dei diritti e delle solidarietà.
Ci è stato chiaro sin da subito che la questione dei diritti andava riposizionata al centro, sia del dibattito con e tra i cittadini che della politica. Per questo la scelta della piazza, luogo simbolo della comunità e dell’incontro. E per questo anche il coinvolgimento ampio di tutta l’Associazione, ai vari livelli e articolazioni, e l’idea di
configurare l’iniziativa come appuntamento stabile.
“Diritti in piazza” nasce dunque da una contingenza e si pone oggi come opportunità di incontro, confronto, informazione, dialogo. Come un’ulteriore occasione per ribadire le vocazioni costitutive del Patronato ACLI: lavorare per i diritti di tutti e di ciascuno e fare dei diritti un discorso pubblico comune.
Per noi delle Acli e del Patronato Acli, “metterci in piazza” significa essere tra la gente, ascoltarla, comprenderne i bisogni; significa mettere a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza. E significa lavorare perché tutti e ciascuno – donna e uomo, giovane e anziano, immigrato o meno – possano veder riconosciuti i
propri diritti e avere presenti i propri doveri.
Quale sarà il tema di quest’anno?
“Diritti in Piazza” 2007 sarà dedicato al tema del “lavoro sicuro”, ovvero alla sicurezza del e nel lavoro.
Il tema del lavoro, profondamente costitutivo dell’identità delle Acli e della mission del Patronato Acli, ha bisogno, oggi più che mai, di essere collocato al centro della nostra riflessione politica come della nostra azione sociale e di servizio, al centro della scena pubblica come della vita quotidiana delle persone.
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