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Natale di crisi...

Ovunque sentiamo tra la gente un clima di sfiducia e pessimismo per la condizione economica congiunturale, un clima che non risparmia neanche il periodo di Natale. Una crisi economica di cui non conosciamo le dimensioni e di cui ignoriamo fino in fondo le origini, frutto di una economia finanziaria che è scoppiata come una bolla sopra le nostre teste, una economia finanziaria che gioca prima di tutto sulla cessione dei debiti e sul costo delle materie prime, facendole salire senza controllo e scendere in maniera precipitosa ma senza dare l'effettiva percezione sull'economia reale.

Così eccoci al nostro Natale di crisi, Natale con meno colori in giro, un Natale con tanti disoccupati in più, con le aziende che, non sempre per necessità, ma per prudenza e risparmio fanno la corsa alla CIG, quello che ci viene dipinto è un Natale più triste…

Ma può essere in crisi il Natale? Può essere triste il Natale? E' difficile trovare le parole per esprimere, comunicare e far toccare l'amore infinito che viene generato da una speranza compiuta; da quel giorno storico nel quale il Divino ha preso sembianze umane; quel luogo nella grotta di Betlemme dove il cielo e la terra si sono toccati; in quel momento dove la vita dell'uomo ha preso senso!

No, non può essere in crisi il Natale, questo tempo di preghiera, di attesa e riscoperta di una nascita che prima di tutto invade la nostra esistenza; questa piccola fiammella nel buio profondo che ci illumina e guida nei nostri passi.

Allora auguriamo a tutti di vivere questo Natale con un clima di preghiera, senza guardare troppo agli effetti speciali. Questo, come gli altri Natali, un periodo che invita tutti alla rinascita, una rinascita di fede. Ma una rinascita anche del nostro vivere in una comunità che va amata con tutte le nostre energie.

                                                                         Santo Natale a tutti,

                                                      Dalla Presidenza Provinciale delle ACLI




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